Procurati il Flash Player per vedere la presentazione.
25410 visitatori
Oggi,
che è un giorno speciale
scriverei sulle ali dorate di una stella,
sulla faccia della luna,
e su quella della terra:
TANTI AUGURI MAMMA
Buon complenno

Sguardi d’autunno
La voce del vento
sussurra la sua canzone autunnale.
Sulla collina il bianco campanile
sovrasta la cattedrale e il rudere del castello.
L’aratro solca e rivolta la terra,
un cacciatore richiama i cani a gran voce.
Tinte calde e variegate macchiano la selva,
spirali di funo si fondono all’orizzonte.
Volano impauriti i cardellini;
fragili e delicate creature della campana.
Le ghiande cadono dai rami,
forse ai piedi della quercia nascerà una pianticella ?
Fiorella Carrera
![130px-Tenorsaxophon[1] 130px-Tenorsaxophon[1]](http://sempreinfiore.blog.tiscali.it/files/2010/10/130px-Tenorsaxophon1.jpg)
19 Ottobre
Papà
anche se vivo senza te,
come lo vorresti tu,
ma questa è la mia vita,
e la vivrò come un ramo spezzato.
Oggi però vorrei tanto averti qui,
in questa mia malinconia.
Sento la musica del sax
che piange al tocco delle tue dita,
note addolorate,
qui, vicino a me,
anzi dentro l’anima.
Ti ascolto papà,
sì, ti sto ascoltando,
ma sono senza parole,
perché fanno ancora troppo male le parole,
la musica no papà,
la musica mi nutre il cuore
e tu oggi la stai suonando per me.
Fiorella Carrera
Ieri sera ho visto la registrazione dell’ultima puntata di Lost, quella finale e… sono sincera, non mi vergogno: ho pianto.
Le puntate precedenti sono state molte, mi ero anche un po’ affezionata ad alcuni di loro: Jack, Kate, James, Sayid, Hugo, Jon Lock, Desmond, e non avrei voluto lasciarli così.
Si lo so, sto parlando di una serie televisiva, ma soprattutto ho pianto perché avrei voluto essere lì con loro, come loro in una realtà alternativa, dove sia possibile vivere diversamente, per un tempo indefinito prima della morte per ritrovare chi si ha amato e purtroppo perduto.
Forse non ho ben compreso il messaggio che gli autori hanno voluto lasciare, ma vorrei vivere con quella speranza, a prescindere dalla religione o altro.
Fiorella
Il sole non è altro che la vita,
Il sole è il nostro Gesù.
Luce e speranza
Fiorella Carrera

La meditazione
La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda,
è di essere potenti oltre ogni limite.
E’ la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo: ” Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? “
In realtà chi sei tu per NON esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo,
non serve al mondo.
Non c’è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicchè gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.
Nelson Mandela
Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.
Nazim Hikmet
Un sorriso
Un sorriso non costa niente e produce molto arricchisce chi lo riceve,
senza impoverire chi lo da.
Dura un solo istante,
ma talvolta il suo ricordo è eterno.
Nessuno è così ricco da poter farne a meno,
nessuno è abbastanza povero da non meritarlo.
Crea la felicità in casa,
è il segno tangibile dell’amicizia,
un sorriso da riposo a chi è stanco,
rende coraggio ai più scoraggiati,
non può essere comprato, ne prestato, ne rubato,
perché è qualcosa di valore solo nel momento in cui viene dato.
E se qualche volta incontrate qualcuno
che non sa più sorridere,
siate generoso,dategli il vostro,
perché nessuno ha mai bisogno di un sorriso
quanto colui che non può regalarne ad altri.
Gino Mazzella
Quando sei qui con me
questa stanza non ha più pareti
ma alberi,
alberi infiniti:
quando sei qui vicino a me
questo soffitto viola
no, non esiste più.
Io vedo il cielo sopra noi
che restiamo qui
abbandonati
come se non ci fosse più
niente, più niente al mondo.
Suona un’armonica:
mi sembra un organo
che vibra per te e per me
su nell’immensità del cielo.
Per te, per me:
nel cielo.
Ognuno sta solo sul cuor della terra
Ed è subito sera
Trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
Se fai il bene, ti attribuiranno
secondi fini egoistici
non importa, fa’ il bene.
Se realizzi i tuoi obiettivi,
troverai falsi amici e veri nemici
non importa realizzali.
Il bene che fai verrà domani
dimenticato.
Non importa fa’ il bene
L’onestà e la sincerità ti
rendono vulnerabile
non importa, sii franco
e onesto.
Dà al mondo il meglio di te, e ti
prenderanno a calci.
Non importa, dà il meglio di te
(Madre Teresa di Calcutta)

Ti svegli
e speri
che l’alba t’abbia regalato un pò di dolcezza,
ma l’amarezza
regna sempre nel tuo cuore.
Una chimera?
Sciolta come neve al sole.
Benevolenza invocata,
o semplice affettuosità?
La festa è finita.
Gli amici vengono,
rimangono,
scompaiono e…
se ne vanno.

Rendo grazie a te
L’anima mia, e anche la mia mente,
cercavano un segno da lassù,
poi ho chiuso gli occhi e inaspettatamente
nel sogno sei arrivata tu.
Esile e fragile, passeggiavi tra le viole,
hai accolto la mia immagine con la grazia di un sorriso,
e come un raggio di sole,
hai cancellato i travagli dal mio viso.
“mamma perdonami, io non so pregare,
vorrei che almeno adesso tu non soffrissi più!
scusami, lo so, non puoi parlare,
ma… un ultima cosa; hai incontrato papà lassù?
Rendo grazie a te, con tutto il mio amore
per il dono di questa vita mia, vissuta con te lungo il cammino
e per quel bacio mattutino,
che mi risvegliava il cuore.
Rendo grazie a te,
perché hai compreso,
ed ora sei qui con quel sorriso,
che rapisco per il tanto bisogno che ho di te.
Rendo grazie a te mamma, eternamente,
perché m’insegni che il genitore si concede,
incessantemente,
anche oltre la morte”.
La chimera »« LAB A.A. V.V. SCANTINATI PER MEDUSE E FIORI DI CRISTALLO La follia

Mi chiamavano Antonio il matto
Mi chiamavano Antonio il matto,
ero nato a capodanno del millenovecento quarantaquattro.
Una mascalzonata creò un gran pandemonio,
e a soli quindici anni mi rinchiusero in un manicomio.
Le pillole nel cassetto,
i giorni tutti uguali dentro a quel letto,
ero del tutto inerme,
solo e nudo come un verme.
Quando in quel luogo non potei più stare,
dissero che ero grande e che dovevo lavorare,
e allora secondo voi cosa avrei potuto fare?
Raccogliere cartacce sui marciapiedi da scopare.
Però spesso girava il mondo e anche la testa,
poi un giorno quel ragazzo m’invitò alla grande festa:
<<Seguimi Antonio, dai vieni con me!>>
Ho preso tante botte, senza sapere il perché.
Tutto diventò grigio, anche in pieno sole,
un vortice nella mente risucchiava tutte le parole.
A quel punto mi chiesi che senso aveva quell’inutile vita,
un auto arrivò e finalmente anche l’ora di farla finita.
Fiorella Carrera

Avventura in cucina
<<E smettila di fare tutto questo casino, fai traballare il frigorifero.>>
<<Mi muovo perché sento freddo.>>
<<Hai ragione sento freddo anch’io. Ho qualcosa in un posto…e mi da un fastidio!>>
<<Secondo vuoi cosa sta succedendo? Non eravamo tutti morti stecchiti e anche spennati?>>
<<Io sento un freddo boia.>>
<<Forse è una magia, oppure un sogno, ma chi di noi stava sognando?>>
<<Se spingiamo insieme potremmo aprire la porta.>>
<<Sì, e potremmo cercare qualcosa per coprirci.>>
<<Io mi vergogno tanto.>>
<<Usa quelle foglie d’insalata, ‘anche se non è rimasto molto da coprire!’.>>
<<Ti ho sentito sai…tacchino cretino!>>
<<Cappone.>>
<<Smettetela, cerchiamo di capire cosa sta succedendo, e poi dovremmo coprirci, altrimenti moriremo di freddo.>>
<<Ma non eravamo già morti?>>
<<Proviamoci.>>
<<Ok, uno due tre, oissaaa.>>
Stumff, patafumf
<<Oioioiii che dolore!>>
<<Ti sei fatta male?>>
<<Solo un pochino e voi tutto bene?>>
<<Tutto ok>>
<<Guardate che bella cucina, grandissima e poi con tutti gli addobbi natalizi.>>
<<Ascoltate, di là la festa, c’è una festa.>>
<<Che bel calduccio qui!>>
<<Festeggiamenti della vigilia.>>
<<Domani forse faranno festa qui … e con la nostra carne.>>
<<Vegetariani…no?>>
<<Guarda la pentola che servirà per cucinare te, è proprio della tua misura!>>
<<Chissà come ci cucineranno?>>
<<Ma che ti frega…scusa!>>
<<Direttamente sulla placca del forno, guardati… sei grosso come un bue!>>
<<SMETTILA CAPPONE!>>
<<Ma sai veramente cos’è un cappone?>>
<<Gallinella sei molto carina vestita con l’asciugamano.>>
<<Grazie.>>
<<Allora?>>
<<Il cappone è un gallo castrato, molto semplicemente privato della sua virilità .>>
<<Caro mio grosso grasso tacchino, avevo le piume lucenti e colorate, ero un animale in buona salute; la testa piccola e gialla, senza bargigli ne cresta, le zampe giallo-arancione e la pelle color giallo paglierino, indice di benessere.>>
<<E NE VAI FIERO?>>
<< Sono stato allevato rigorosamente a terra, avevo a disposizione un minimo di cinque metri quadrati di superficie per ruzzolare liberamente nell’aia, io non potrei assolutamente vivere in gabbia o in stabulazione. L’alimentazione è di origine vegetale, senza antibiotici o integratori, per favorire la crescita, direi che sono genuino in tutti i sensi! E tu dove sei stato allevato?>>
<<Genuino ma sempre cappone sei, anche se ultimamente sei alla moda, ma cappone rimani!>>
<<Non hai risposto tacchino.>>
<<Ma che ne so dove sono stato allevato, so solo che sono morto.>>
<<La finite voi due?>>
<<Tu sei genuino?>>
<<Ho detto che non m’importa! Ti ricordo solo che un tacchino di quattro o cinque chili basta per un cenone di 30 persone.>>
<<Come ti cucinano… con la panciona ripiena di castagne?>>
<<E allora? Anche con la salsiccia, vitello tritato, mele renette, prugne secche, castagne bollite e pelate, fegato tritato, sale, pepe, noce moscata e altre droghe a volontà, ti bastano?>>
<<E poi… via nel forno: arrosto.>>
<<Tu invece solo lesso.>>
<<Ti sbagli!>>
<<Basta, mi avete proprio stufato!>>
<<Gallinella tu sarai di sicuro squisita: adagiata sopra un letto di patatine arrostite.>>
<<Spero invece di non essere cucinata io!>>
<<Chissà chi abita in questa casa?>>
<<Credo molte persone, con una cucina così grande!>>
<<Guarda quanti pacchettini colorati!>>
<<Vado a controllare. Voi aspettatemi qui, e senza far rumore.>>
<<Okkei>>
<<Ma… sei già di ritorno?>>
<<Ho sentito un rumore e sono fuggita.>>
<<Cos’hai visto?>>
<<Tante porte. Tutte chiuse. C’era una scritta ‘Caritas centro di raccolta’, boh!>>
<<Cosa vuol dire? Perché sai leggere?>>
<<Sì. Ma non lo so.>>
<<Attenzione, arriva qualcunooooooo.>>
<<Torniamo nel frigorifero, corri corri.>>
<<Ma no, ancora lì, al freddo!>>
Stumf
“Miao, miao. Che sogno strano! C’erano un grosso tacchino, un cappone e una gallinella, erano morti e già spennati, ma sono usciti lo stesso dal frigorifero. Parlavano, litigavano e poi… e poi è arrivato un gattone, si sono spaventati e sono tornati dentro. Chissà cosa vuol dire questo stupido sogno? ”
Sbumm
“Aiutoooo … un rumore nel frigoriferooooooooo, fuggo di là … ho paura miaooooo
Fiorella Carrera
LAB A.A. V.V. SCANTINATI PER MEDUSE E FIORI DI CRISTALLO La follia »« Agenda degli artisti 2010
